Seleziona una pagina
Mare e Cenere

Mare e Cenere è la storia di un uomo che, consapevole d’essere giunto alla fine della sua vita, decide di dedicare questo ultimo tempo narrando la storia di persone che avrebbe voluto incontrare ma che, purtroppo, non ha incontrato, vivendo. L’idea lo spinge a rivolgersi ad uno scrittore: di quelli che hanno seria difficoltà nel definirsi tali, se non all’interno di un cassetto rimasto chiuso dentro un mobile antico. Da qui parte il progetto di scrivere lettere a quelle sette persone che nella realtà non si è riusciti ad incontrare. Se ne sviluppa una fotografia nel contesto di una pagina, o poco più. da qui il nostro scrittore dilettante dovrà trovare le parole per raggiungere quella realtà mai esistita. La finzione si rende dominante, ridicolizzando la realtà quotidiana, un combattimento confronto dove la realtà ne uscirà desolatamente sconfitta.

Il finale a sorpresa lascia un piacevole senso di rivincita, per tutti, o forse solo per coloro che, nonostante tutto, riescono sempre ad arrivare all’ultima pagina.

Mare e Cenere

C’è un punto dove il mare s’incontra con la terra, 

acqua a spegnere il fuoco di tutta una vita. 

E’ zona di concepimento. 

La cenere, come seme, vola lontano andandosi a raccontare chissà dove.

In questa realtà di confine un vecchio racconta le sue storie

 uno scrittore le scrive

 e sulla sabbia restano le lettere…. 

che le onde non hanno il coraggio di cancellare.

I personaggi

Era così piccola, così minuta, che da sola non ce l’avrebbe mai fatta a preparare il pane per un mondo così grande come quello di oggi

La Biondina

Non diceva quello che pensava, quello lo fanno tutti. Ti diceva quello che pensavi. 

E tu ascoltavi.

Il Mago

Metteva a posto la testa della gente mettendoci un cappello sopra

L’uomo dei cappelli

E’ un maledetto casino spiegare queste cose a chi non le ha viste.

Aria

Vinse solo un concorso. Spaccò il palco e fece volare tutta la giuria. Del palco disse che era tutta legna da bruciare, della giuria disse, meglio col culo per terra, quella gente lì.

Pietra

La gente va a letto e sogna senza sapere. 

La mattina si sveglia senza capire

 e uno che non capisce finisce che dimentica.

La Signora dell’acqua che sogna.

Dentro la carne del suo corpo ci potevi piantare anche i chiodi. 

Di sangue neppure una goccia.

Anima di Legno

Prosa poetica o racconto breve poco importa. Ciò che veramente conta è la forza che scaturisce dalla galleria di personaggi fantastici che l’autore riesce a far vivere, a rendere veri attori di quello spettacolo troppo spesso deprimente che è la vita. Lo stile è ironico e tagliente, ma da ogni pagina filtra una tranquillità presente e un po’ “stonata” che rende più rotondo e curioso il colloquio narrativo.”

dalla rivista POESIA N. 156 Del Dicembre 2001